Eventi, Interviste

CROSSROADS: Jazz e altro in Emilia Romagna

XXIII Edizione 4 marzo – 24 luglio 2022

a cura di GIOVANNA FERRO

La XXIII Edizione 2022 di Crossroads ha avuto inizio il 4 marzo e proseguirà fino al 24 luglio.

Noa

Saranno 20 i Comuni dell’Emilia Romagna che faranno da palcoscenico a più di 60 concerti.

Protagonista è il Jazz, in tutte le sue sfumature: dal jazz puro che si fonde con la classica cosiddetta “colta”, dal mainstream di matrice afroamericana alle avanguardie europee, dal jazz gitano alla fusion, dallo swing agli ibridi linguaggi musicali attuali.

Paolo Fresu © Roberto Cifarelli

Il programma è vasto e vario, come diversi saranno i luoghi in cui gli artisti si esibiranno.

Un vero e proprio viaggio con la musica alla scoperta di posti mai preposti prima ad accogliere eventi musicali di tale portata.

Crossroads è un’ iniziativa musicale e culturale ad ampio raggio che offre quattro mesi di alta intensità jazzistica.

Sono oltre 450 i musicisti che prenderanno parte a questo lungo Festival: artisti affermati, nazionali ed internazionali, ma anche giovani proposte, e tante donne, tra cantanti e musiciste.

I principali jazzisti italiani, Paolo Fresu, Enrico Rava, Fabrizio BossoJavier Girotto, cosiddetti artisti residenti, che nel corso degli anni hanno proposto e condiviso innumerevoli progetti musicali, si esibiranno da solisti e duetteranno con artisti di caratura internazionale. Affiancheranno voci, parole e ricordi di artisti come Lucio Dalla e Fabrizio De Andrè.

Enrico Rava & Fred Hersch

Tanti saranno i musicisti internazionali di provenienza europea e americana, e tante le voci femminili del “nostro” jazz, tra le altre Tiziana Ghiglioni, Maria Pia De Vito, Lisa Manara.

Molti gli omaggi dei tanti magnifici gruppi musicali ospiti ad altrettanti grandi musicisti.

Al festival Ravenna Jazz, che si terrà dal 4 al 13 maggio, ritroveremo gli artisti residenti, il cui programma confluisce nel cartellone della Rassegna e nella seconda metà di maggio Crossroads sarà in pianta stabile a Correggio: possiamo definirlo un festival nel festival.

La Rassegna è un viaggio nella storia del Jazz che attraversa i continenti giungendo nei Teatri e nelle sale delle città e dei paesi dell’Emilia Romagna, in cui i concerti dal vivo daranno vita ad eventi memorabili e, si spera, restituiscano socialità e condivisione di emozioni.

Fabrizio Bosso

Crossroads 2022 è organizzato da Jazz Network in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia Romagna, con il sostegno del Ministero della Cultura e di numerose altre istituzioni, e con il patrocinio di Anci Emilia Romagna.

Direttrice artistica di Croassroads è SANDRA COSTANTINI e Cultura al Femminile l’ha incontrata:

Cf: Crossroads è giunto alla 23a edizione. Chiedo alla direttrice artistica Sandra Costantini quando e come nasce questa Rassegna che coinvolge l’intera Emilia Romagna.

Crossroads è nato nel 2000, allora coinvolgeva quattro città capoluogo: Bologna, Ravenna, Reggio Emilia e Modena. Anno dopo anno il festival si è esteso sul territorio regionale, fino a comprendere ad ogni edizione più di 20 località dell’Emilia-Romagna, dai grandi centri ai piccoli paesi, di solito ignorati dai circuiti culturali, per un totale di oltre 60 concerti. Oggi tutte le province vi sono rappresentate, e portare il jazz di qualità specialmente in località periferiche e decentrate continua ad essere missione prioritaria per la nostra associazione Jazz Network, che si assume il cosiddetto “rischio culturale”. La trasversalità, la ricchezza del molteplice, la ricerca del nuovo sono l’anima del festival: così come gli artisti delle più varie generazioni spaziano dalle star acclamate ai giovani emergenti, provenienti da ogni parte del mondo, e le proposte artistiche si estendono dalla tradizione all’avanguardia alla commistione con altre musiche, anche i luoghi che ospitano gli eventi vanno dai teatri classici ai moderni auditorium, dai club alle chiese sconsacrate, dai cortili di chiostri alle corti, ai centri giovanili…

CF: Cosa c’è dietro alla programmazione e alla preparazione di un Festival così articolato e diversificato?

Un grande lavoro, a cominciare da una continua tessitura di rapporti, ogni volta rinnovati, con tutti i partner di Crossroads: non solo le istituzioni locali, i Comuni delle varie località ma anche altre associazioni operanti sul territorio (che gestiscono club e locali), alcune fondazioni… Poi, non secondaria, la stesura del programma, con ogni concerto pensato per ogni luogo diverso, la complessità degli “incastri”, tra la disponibilità degli artisti e quella delle sedi in cui si vuole farli esibire… Si inizia non per nulla l’anno prima, e non si finisce mai…

CF: Dal programma leggo che Crossroads 2022 non è solo un viaggio musicale nella cultura Emiliana e Romagnola. Cosa si prevede?

L’Emilia Romagna è la terra dei granducati: un territorio così vario e ricco di particolarità, che andare a un concerto vuol dire anche scoprire angoli di una bellezza inimmaginabile, architetture affascinanti, panorami suggestivi, cibi e vini caratteristici di straordinaria qualità…

CF: All’interno del cartellone ci sono nomi altisonanti del jazz italiano, americano ed europeo, generazioni a confronto, ma leggo, soprattutto, con piacere che c’è un’alta presenza di donne.Questo vuol dire che le donne hanno fatto proprio un linguaggio che fino a qualche tempo fa era prerogativa maschile? Cosa ne pensa?

Sì, le donne stanno entrando sempre più in questo mondo un tempo riservato quasi esclusivamente ai soli uomini, sia da protagoniste sui palcoscenici (sono molte e brave le artiste, non solo cantanti ma anche strumentiste e compositrici!), sia come spettatrici, sempre più assidue fra il pubblico. Direi che è un ottimo segno, ed è indubbiamente interessante veder arricchire la scena improvvisativa di una prospettiva femminile. Il jazz ne guadagna, così come il nostro ascolto.

CF: I concerti saranno alternati o affiancati da eventi culturali di natura diversa?

Alcune attività collaterali accompagneranno gli eventi concertistici, da presentazioni di libri a vari workshop, seminari e guide all’ascolto…

A Imola in marzo, sotto il titolo “Tra Jazz e Fumetto”, Vanni Masala presenterà il suo libro “Le muse del jazz. Storie e misteri di 68 personaggi femminili che hanno ispirato le composizioni più belle”, mentre Flavio Massarutto parlerà del suo “Mingus”.

Nella prima metà di maggio, protagonisti dei classici workshop ravennati di “Mister Jazz” saranno tre docenti d’eccezione: il chitarrista Roberto Taufic (“Jazz & Brasile”), il batterista Roberto Gatto (“Ritmi & colori del tempo”) e l’illustre fotografo Roberto Masotti (“Jazz Photos @live&studio, variazioni sul tema”). Sempre a Ravenna, a conclusione di vari incontri-laboratori dell’iniziativa didattica “Pazzi di Jazz”, si terrà il 9 maggio (inserito nel programma di Ravenna Jazz) il concerto finale che coinvolge un imponente organico di giovanissimi tra orchestra e coro, diretti da Tommaso Vittorini autore degli arrangiamenti, a esibirsi sul palco coi propri maestri: Enrico Rava, Mauro Ottolini e Alien Dee.

Nella seconda metà di maggio, a Correggio sono previsti i seminari intensivi “On Time”, quattro giornate con molteplici laboratori, sia per strumento che di musica d’insieme e a tema, tenuti da otto docenti, con incontri nelle scuole, jam session nei locali e nelle vie cittadine, commissione nuova opera e concerto finale in teatro con allievi e insegnanti.

I primi di giugno, lo storico del jazz Francesco Martinelli terrà due guide all’ascolto di Nina Simone (al Conservatorio Maderna di Cesena e alla Scuola Comunale di Musica Sarti di Faenza) in vista del concerto in omaggio alla Simone previsto a Rimini a fine mese, con Italian Jazz Orchestra, Maria Pia De Vito e Flavio Boltro.

CF: Una domanda forse scontata: gli ultimi tragici accadimenti potrebbero influenzare il clima all’interno degli eventi musicali?

La musica e la cultura in generale costituiscono il più forte antidoto contro le ingiustizie, le tensioni sociali e perfino le guerre… Non andrebbero mai nel modo più assoluto censurate, cosa a cui purtroppo stiamo assistendo. Il jazz in particolare, coi suoi princìpi e valori universali, metafora eccellente di solidarietà, interrelazione paritaria, quindi insuperabile modello sociale ed educativo e paradigma di comunità ideale, è per sua natura inclusivo e vocato alla convivenza fra uguali, condizione basilare per il mantenimento della pace.

Non a caso l’Unesco ha dichiarato il jazz “patrimonio dell’umanità”, dedicandogli dal 2012 una giornata celebrativa, il 30 aprile di ogni anno (International Jazz Day).

Il jazz è “cultura universale”, ponte tra i popoli, esperanto contro ogni barriera, ogni pregiudizio, ogni forma di razzismo.

Grandissimi jazzisti, da Archie Shepp a Benny Golson, hanno affermato che “se il jazz governasse il mondo, non ci sarebbero più guerre”.

La cultura è l’arma più potente contro ogni forma di intolleranza e di violenza. Conoscere le culture altrui vuol dire rispettarle, comprendere le diversità significa essere capaci di convivere pacificamente e condividere. Purtroppo oggi il mondo è sotto attacco di ignoranza e oscurantismo.

Vogliamo esattamente il contrario: che la musica dalle miriadi di concerti, suonata dalle centinaia di artisti di ogni dove, etnia e credo, come fosse un’unica immensa orchestra, si levi sulla terra con la sua voce potente ad accompagnare il Coro dell’Opera di Odessa, sconfigga gli orrori e unisca i popoli in una pace consapevole e duratura.

Voglio ringraziare la Direttrice Artistica di Croassroads SANDRA COSTANTINI che nella sua miriade di impegni, con la Rassegna in corso, ha trovato uno spazio anche per noi.

Oltre ad illustrarci gli eventi musicali che si sussegueranno, ha voluto sottolineare quanto la musica può dare voce a tanti che in questo momento storico particolare hanno bisogno di vicinanza e aiuto concreto.

“Un giorno anche la guerra s’inchinerà al suono di una chitarra” diceva un artista musicale tra i più leggendari: Jim Morrison.

Ringrazio Daniele Cecchini dell’ufficio stampa per la sua disponibilità.

Intanto, appassionati di jazz e non, vi lascio il Link di Crossroads 2022 dove poter consultare le date dei Concerti che si terranno in Emilia Romagna tra marzo e luglio dell’anno in corso.

Articolo pubblicato il 19 marzo 2022 per culturalfemminile.com

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